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L'OLTRE ANDARE

Rimescolio furioso

eppur monotono

dei giorni

tutti uguali

fiori finti alla finestra

come finto

e sciocco

il debole pensiero

di salire all'indietro le scale

mobili del grande magazzino

delle vite in giacenza

Non si può che cadere

o urtare chi scende

le mani sopra gli occhi.

 

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Proviamo

dell'assenza

del vuoto spalancato

a cogliere l'essenza

 

proviamo ad estrarre

dal cuore del silenzio

l'ammutolito grido

nell'onda scivolato

 

pochi cerchi allargati

sulla pelle dell'acqua

debole s'allontana

un'ombra di lamento

dalla brezza portata.

 

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Senza ritegno

né minimo pudore

ti prende in giro

la vita

quando meno ci pensi

meno te lo aspetti

 

sornione

imprevedibile

si diverte con te

nella gabbia dei giorni

nasconde trappole

tende strani tranelli

 

ti dà

e poi ti togli

ti toglie

ancor di dà

matrigna

fata turchina.

 


 

 

 

.

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