LA PAROLA ALLE PAROLE

 

 

 

Mi serve

la parola

quant'alla pianta

l'acqua

 

per aprire un varco

nel gelo della terra

la parola pensata

la parola poi scritta

 

la parola estratta

dal cavo della mente

la parola segreta

la parola mai detta

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Vorrei parole insolite

leggere   aeree

che svolazzino   libere

come piume al vento

 

Vorrei parole fervide

infocate   ardenti

fiamme danzanti

che riscaldino l'anima

 

Vorrei parole fresche

ghiaccio corrusco

che posato appena

lenisce le ferite

 

Le vorrei colorate

polvere d'oro

frecce d'arcobaleno

scintillanti e mordaci

 

Vorrei pure che fossero

musica per l'orecchio

sussurro   ruggito

poesia soltanto

Lavagna sulla quale

senza perdere tempo

incidere la traccia

che fuggiasca

 

altrimenti

si sarebbe dispersa

Spugna onnivora

mai sazia

 

che stritola   assorbe

ogni cosa consuma

percorso che mai smette

di trascinarti

 

su  sentieri oscuri

di cui non ti è dato

prevedere il solco

materia impalpabile

 

più dura della roccia

più leggera del sogno

che ogni notte striscia

ogni notte ritorna

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Magma che trepida

si agita e scalpita

in fondo ai meandri

di antri sotterranei

magma che senza requie

né tregua si dilata

scava

e dilaga

magma che straripa

trabocca

ben presto ti sommerge

colma ogni anfratto

magma che ti invade

ti divora

piano piano sparisci

Ha preso il tuo posto

© 2015 by Edith de Hody Dzieduszycka

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