DESPROFONDIS

Avrebbe desiderato

seguire il filo di una melodia

scoprire nel frastuono

la dolcezza di un canto

qualche cadenza morbida

inserita nel sibilo

cromatismi d'una catena

lungo le maglie della quale

poter risalire

emergere in superficie

 

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Non c'erano più giorni

non c'erano più notti

nemmeno esistevano

ore minuti secondi

era sparito il tempo

Soltanto contava

quel lento

frenetico dissolversi

e ricrearsi

per dissolversi ancora

e rinascere

nel quale era immersa

Lei

tesoro

detrito

inscatolato in qualche scrigno

ermetico al suo intendimento

come alla sua brama iniziale

di liberazione

 

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Venivano raccordati

cuciti stretti

con lacci impalpabili

punture di spilli

aghi a migliaia

dolorosi

eccitanti

i lembi dei limiti

a lei esteriori

con quelli del proprio guscio

 

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Era tutt'un friggere di scintille

che illuminavano il buio

un lampeggiare improvviso di stelle

un balenio di lucciole

scatenato

in una notte di San Lorenzo

un'immensa festa crepitante

il bouquet d'un fuoco d'artificio

organizzato per lei

e soltanto per lei

 

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Ormai cosa incerta

senza volontà

galleggiava

insieme zattera

e naufraga sopravissuta

formando un corpo unico

alla deriva

dentro non sapeva

quale mare

immersa in chi sa

quale liquido amniotico

© 2015 by Edith de Hody Dzieduszycka

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